Chiuse tutte le sale LAN italiane: cosa è successo?

Pubblicato il: 3 Maggio 2022

Il 29 aprile scorso, l’Agenzia del Demanio (Dogane e Monopoli) ha immobilizzato il settore degli eSports in Italia, costringendo ogni sala LAN (acronimo per Local Area Network, il collegamento fisico tra due computer che è alla base del videogioco cooperativo da 30 anni) ad interrompere l’offerta dei loro servizi ai clienti.

L’Agenzia ha agito su sollecitazione di un imprenditore specializzato in slot machine, biliardo e bowling, che il 21 aprile ha presentato un esposto con cui ha chiesto chiarimenti sulla situazione legislativa e autorizzatoria alla base delle sale LAN e dei servizi da queste offerti,  nel contempo sollevando chiare accuse contro le stesse, sostenendo che il noleggio di postazioni videoludiche a tempo fosse una forma di elusione delle più stringenti norme a cui sono sottoposte le apparecchiature tipiche delle sale giochi.

Gli agenti dell’Agenzia tuttavia, pare abbiano posto sotto sigillo non solo le apparecchiature incriminate (pc gaming e simulatori di guida) ma indiscriminatamente molti dei pc presenti nelle sale, non riuscendo a distinguere tra una postazione gaming e i computer in vendita.

Ma cosa sono davvero, nei fatti, le sale LAN? Si tratta delle naturali evoluzioni degli internet point, quei cafè presenti in Italia sin dalla metà degli anni ’90 che oltre a servire cibi e bevande offrono l’utilizzo di un computer con accesso ad internet a pagamento, di solito a tariffa oraria; in particolare le sale LAN hanno sopperito alle carenze delle connessioni internet domestiche, permettendo a coloro che volessero videogiocare, di utilizzare le tante e moderne postazioni per sfidare i propri amici, seduti fianco a fianco.

Ben presto le sale LAN hanno iniziato ad offrire la possibilità di “noleggiare” per qualche ora anche le console, permettendo di poter accedere ai videogiochi anche a coloro che non potessero permettersi una console personale oppure, più semplicemente, costituendo un luogo di ritrovo per la comunità dei videogiocatori, le cui passioni sono spesso ritenute – a torto – futili, infantili o, dai più fantasiosi, pericolose.

Oggi, le sale LAN aggregano, organizzano eventi e costituiscono vere e proprio squadre impegnate nei vari campionati eSports (non solo FIFA ma anche League of Legends, Fortnite, DOTA 2…); non risulta allora complesso comprendere perché tale blocco abbia scatenato la rabbia dei videogiocatori (amatori e professionisti), frustrati dall’incapacità della legge e dell’amministrazione di stare al passo con una realtà apparsa ormai da decenni.

Si tratta dell’ennesimo episodio che vede scontrarsi l’avanzare della tecnologia e delle “nuove” generazioni, oggi più che mai opportunità di lavoro per coloro che decidono di investirvi, e il paese Italia, incapace di colmare quelle evidenti zone grigie (forse perché colmarle significherebbe legittimare l’importanza di un settore malvisto).

Al di là delle considerazioni strettamente legali, nella speranza che le statuizioni dell’Agenzia giungano celermente ed evitino l’implosione di un settore in espansione, è auspicabile se non indispensabile l’intervento tardivo del legislatore.

#saleLAN #VLT #videogiochi #esposto #DOTA #LOL #Fortnite

Articolo a cura di: Francesco Giuseppe Marino

Condividi

Chiuse tutte le sale LAN italiane: cosa è successo?

Pubblicato il: 3 Maggio 2022

Il 29 aprile scorso, l’Agenzia del Demanio (Dogane e Monopoli) ha immobilizzato il settore degli eSports in Italia, costringendo ogni sala LAN (acronimo per Local Area Network, il collegamento fisico tra due computer che è alla base del videogioco cooperativo da 30 anni) ad interrompere l’offerta dei loro servizi ai clienti.

L’Agenzia ha agito su sollecitazione di un imprenditore specializzato in slot machine, biliardo e bowling, che il 21 aprile ha presentato un esposto con cui ha chiesto chiarimenti sulla situazione legislativa e autorizzatoria alla base delle sale LAN e dei servizi da queste offerti,  nel contempo sollevando chiare accuse contro le stesse, sostenendo che il noleggio di postazioni videoludiche a tempo fosse una forma di elusione delle più stringenti norme a cui sono sottoposte le apparecchiature tipiche delle sale giochi.

Gli agenti dell’Agenzia tuttavia, pare abbiano posto sotto sigillo non solo le apparecchiature incriminate (pc gaming e simulatori di guida) ma indiscriminatamente molti dei pc presenti nelle sale, non riuscendo a distinguere tra una postazione gaming e i computer in vendita.

Ma cosa sono davvero, nei fatti, le sale LAN? Si tratta delle naturali evoluzioni degli internet point, quei cafè presenti in Italia sin dalla metà degli anni ’90 che oltre a servire cibi e bevande offrono l’utilizzo di un computer con accesso ad internet a pagamento, di solito a tariffa oraria; in particolare le sale LAN hanno sopperito alle carenze delle connessioni internet domestiche, permettendo a coloro che volessero videogiocare, di utilizzare le tante e moderne postazioni per sfidare i propri amici, seduti fianco a fianco.

Ben presto le sale LAN hanno iniziato ad offrire la possibilità di “noleggiare” per qualche ora anche le console, permettendo di poter accedere ai videogiochi anche a coloro che non potessero permettersi una console personale oppure, più semplicemente, costituendo un luogo di ritrovo per la comunità dei videogiocatori, le cui passioni sono spesso ritenute – a torto – futili, infantili o, dai più fantasiosi, pericolose.

Oggi, le sale LAN aggregano, organizzano eventi e costituiscono vere e proprio squadre impegnate nei vari campionati eSports (non solo FIFA ma anche League of Legends, Fortnite, DOTA 2…); non risulta allora complesso comprendere perché tale blocco abbia scatenato la rabbia dei videogiocatori (amatori e professionisti), frustrati dall’incapacità della legge e dell’amministrazione di stare al passo con una realtà apparsa ormai da decenni.

Si tratta dell’ennesimo episodio che vede scontrarsi l’avanzare della tecnologia e delle “nuove” generazioni, oggi più che mai opportunità di lavoro per coloro che decidono di investirvi, e il paese Italia, incapace di colmare quelle evidenti zone grigie (forse perché colmarle significherebbe legittimare l’importanza di un settore malvisto).

Al di là delle considerazioni strettamente legali, nella speranza che le statuizioni dell’Agenzia giungano celermente ed evitino l’implosione di un settore in espansione, è auspicabile se non indispensabile l’intervento tardivo del legislatore.

#saleLAN #VLT #videogiochi #esposto #DOTA #LOL #Fortnite

Articolo a cura di: Francesco Giuseppe Marino