Pubblicata la cd. Legge Salvamare, nuovi passi nella lotta ai rifiuti nei fondali

Pubblicato il: 21 Giugno 2022

Con la Gazzetta Ufficiale n. 134 del 10 giugno 2022 è stata pubblicata, finalmente e a seguito di un iter travagliato, la cd. Legge Salvamare (legge n. 60 del 17 maggio 2022) sulle “Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell’economia circolare”, accolta con entusiasmo dal mondo ambientalista e non solo.

Tale novità nel panorama normativo italiano, si pone esplicitamente l’obiettivo di contribuire al risanamento dell’ecosistema marino, sensibilizzando la collettività su un così importante tema, promuovendo forme di economia circolare e incoraggiando modelli virtuosi al fine di prevenire gli odiosi episodi di abbandono dei rifiuti in mare, nei laghi, nei fiumi e in qualunque altro corso d’acqua.

Tra le innovazioni più interessanti, vi è la nuova disciplina relativa ai rifiuti accidentalmente pescati nei mari e nei corsi d’acqua, che prima esponevano a multe e pesanti tributi le navi che si facevano carico di riportarli a riva, mentre ora verranno equiparati ai rifiuti prodotti sulla nave stessa, addirittura con previsione di un sistema premiale sia per il peschereccio che per il comandante che si fa carico di conferire quanto raccolto presso l’impianto portuale.

Quanto poi alla sensibilizzazione, la legge ha introdotto l’educazione ambientale nelle scuole, inglobata nel programma della reintrodotta educazione civica.

Tale materia sarà inoltre affiancata da attività concrete, volte a rendere gli alunni protagonisti dei processi di salvaguardia dell’ambiente (in particolar modo del corretto conferimento dei rifiuti, del riuso dei prodotti giunti a fine ciclo vitale e insegnamento di strategie per la riduzione dell’uso della plastica).

Le campagne di pulizia infine, potranno essere avviate su iniziativa dei Comuni e dei soggetti promotori, tra cui enti gestori delle aree protette, associazioni ambientaliste, le associazioni di pescatori sportivi e ricreativi, i gestori di stabilimenti balneari, le onlus, le associazioni di promozione sociale e altri soggetti individuati dall’autorità competente.

È purtroppo rimasta fuori dalla legge ogni previsione specifica sulle microplastiche, inizialmente inserita nel testo discusso al Senato.

Quello della plastica nei mari è un problema terribile e non certo nuovo, che avrebbe meritato ben più incisivi e tempestivi interventi, ma accogliamo comunque favorevolmente una misura che tenta di porre sulla giusta strada gli operatori del settore.

#salvamare #plastica #microplastiche #ambiente #rifiuti

Articolo a cura di: Francesco Giuseppe Marino

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Pubblicata la cd. Legge Salvamare, nuovi passi nella lotta ai rifiuti nei fondali

Pubblicato il: 21 Giugno 2022

Con la Gazzetta Ufficiale n. 134 del 10 giugno 2022 è stata pubblicata, finalmente e a seguito di un iter travagliato, la cd. Legge Salvamare (legge n. 60 del 17 maggio 2022) sulle “Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell’economia circolare”, accolta con entusiasmo dal mondo ambientalista e non solo.

Tale novità nel panorama normativo italiano, si pone esplicitamente l’obiettivo di contribuire al risanamento dell’ecosistema marino, sensibilizzando la collettività su un così importante tema, promuovendo forme di economia circolare e incoraggiando modelli virtuosi al fine di prevenire gli odiosi episodi di abbandono dei rifiuti in mare, nei laghi, nei fiumi e in qualunque altro corso d’acqua.

Tra le innovazioni più interessanti, vi è la nuova disciplina relativa ai rifiuti accidentalmente pescati nei mari e nei corsi d’acqua, che prima esponevano a multe e pesanti tributi le navi che si facevano carico di riportarli a riva, mentre ora verranno equiparati ai rifiuti prodotti sulla nave stessa, addirittura con previsione di un sistema premiale sia per il peschereccio che per il comandante che si fa carico di conferire quanto raccolto presso l’impianto portuale.

Quanto poi alla sensibilizzazione, la legge ha introdotto l’educazione ambientale nelle scuole, inglobata nel programma della reintrodotta educazione civica.

Tale materia sarà inoltre affiancata da attività concrete, volte a rendere gli alunni protagonisti dei processi di salvaguardia dell’ambiente (in particolar modo del corretto conferimento dei rifiuti, del riuso dei prodotti giunti a fine ciclo vitale e insegnamento di strategie per la riduzione dell’uso della plastica).

Le campagne di pulizia infine, potranno essere avviate su iniziativa dei Comuni e dei soggetti promotori, tra cui enti gestori delle aree protette, associazioni ambientaliste, le associazioni di pescatori sportivi e ricreativi, i gestori di stabilimenti balneari, le onlus, le associazioni di promozione sociale e altri soggetti individuati dall’autorità competente.

È purtroppo rimasta fuori dalla legge ogni previsione specifica sulle microplastiche, inizialmente inserita nel testo discusso al Senato.

Quello della plastica nei mari è un problema terribile e non certo nuovo, che avrebbe meritato ben più incisivi e tempestivi interventi, ma accogliamo comunque favorevolmente una misura che tenta di porre sulla giusta strada gli operatori del settore.

#salvamare #plastica #microplastiche #ambiente #rifiuti

Articolo a cura di: Francesco Giuseppe Marino